CONTATTOLOGIA SPECIALISTICA

CONTATTOLOGIA SPECIALISTICA

Contattologia specialistica

La visita contattologica consiste nella valutazione dello stato refrattivo del paziente, nell’accurato rilevamento di tutti i parametri fondamentali per la selezione e per la progettazione della lente a contatto ideale e nella pianificazione dell’iter applicativo.

È importante considerare che non è opportuno portare avanti una applicazione di lenti a contatto se è presente un documento che certifica la non idoneità del paziente al porto di queste ultime, si consiglia quindi sempre di portare con sé il referto dell’ultima visita oculistica effettuata.

LENTI A CONTATTO RIGIDE GAS PERMEABILI

Che cosa sono le lenti a contatto rigide?

Le lenti a contatto rigide vengono chiamate così perché il materiale di cui sono costituite le rende molto meno flessibili rispetto alle lenti morbide. A differenza delle lenti a contatto morbide, le lenti rigide non modificano la propria forma una volta appoggiate su di una superficie; per questa ragione ogni lente rigida viene progettata appositamente in base alle caratteristiche anatomiche dell’occhio su cui andrà applicata.
Dal momento che la superficie oculare presenta una forma molto complessa, è importante affidarsi a un professionista esperto in contattologia specialistica che possa progettare lenti idonee. Questo permetterà di massimizzare non solo la confortevolezza e la performance visiva, ma anche la sicurezza stessa dell’applicazione.

Lenti rigide gas permeabili

Il fatto che le lenti rigide non siano diffuse sul mercato quanto le morbide non significa che questa categoria di lenti appartenga al passato. Infatti, esiste un ventaglio di casistiche in cui l’utilizzo delle lenti a contatto rigide ha benefici tali da renderle la migliore tra le possibili soluzioni ottiche a disposizione.

La caratteristica rigidità di queste lenti non deve essere vista come un limite, anzi, è proprio questa che permette di correggere otticamente alcune specifiche anomalie dell’apparato diottrico del bulbo oculare in maniera più precisa di quanto farebbe invece una lente morbida, inoltre, soprattutto se consideriamo le lenti rigide corneali, oltre ai semplici benefici di tipo ottico, esistono anche dei benefici di carattere fisiologico resi possibili dall’elevata frequenza di ricambio del film lacrimale post-lente.

Il termine generico “lenti rigide” rappresenta quindi un’ampia categoria di lenti a contatto caratterizzata dalle proprietà fisiche del materiale di cui sono composte. Esistono però molte tipologie di lenti rigide, le quali possono essere quindi ulteriormente classificate in base alle dimensioni (lenti corneali, lenti sclerali ecc…) ed in base alla permeabilità nei confronti dei gas come l’ossigeno (lenti rigide impermeabili ai gas e lenti rigide gas permeabili).

Ormai tutti i polimeri utilizzati nella contattologia contemporanea sono permeabili all’ossigeno. Le lenti non permeabili all’ossigeno sono di fatto sorpassate e non vengono più utilizzate per le nuove applicazioni.

Come mai in qualche occasione si sente parlare di lenti “rigide” e lenti “semi-rigide”?

Questa terminologia nasce alcuni decenni fa, probabilmente proprio nel periodo di transizione in cui si stava passando dall’utilizzo delle prime lenti rigide in polimetilmetacrilato (materiale impermeabile ai gas) alle più moderne lenti rigide gas permeabili.

Il vero elemento di svolta nel passaggio tra lenti rigide in polimetilmetacrilato e lenti rigide gas permeabili (dette anche lenti RGP) non è tanto una variazione della flessibilità della lente (le lenti RGP rimangono pur sempre delle lenti fisicamente rigide), ma è piuttosto la possibilità da parte di ossigeno e anidride carbonica di attraversare il materiale di cui queste lenti di nuova concezione sono composte.

Per quanto di per sé possa anche risultare vantaggioso (dal mero punto di vista del marketing) proporre delle lenti RGP come “semi-rigide”, da un punto di vista tecnico questo può dare luogo ad una serie di possibili fraintendimenti. Per questo risulta decisamente più sensato parlare di “lenti rigide non gas permeabili” (in riferimento alle lenti in polimetilmetacrilato) e “lenti rigide gas permeabili” (in riferimento alle lenti RGP): sono questi infatti i termini presenti non solo in letteratura scientifica ma anche nella classificazione ISO 18369 attualmente in vigore.

LENTI A CONTATTO PER CHERATOCONO

Migliorare la visione in caso di cornea irregolare

Esistono diverse condizioni patologiche in grado di generare delle irregolarità a livello della superficie corneale, in questi casi spesso gli occhiali non sono la soluzione ottica migliore a disposizione per correggere i difetti refrattivi che ne derivano. In assenza di specifica controindicazione, si può procedere con la progettazione di lenti a contatto su misura così da migliorare la performance visiva del paziente.

Tra tutte queste condizioni patologiche il cheratocono è una di quelle che porta più spesso i pazienti a rivolgersi a un contattologo. È importante però tenere conto che la lente a contatto è un dispositivo che serve per migliorare la visione, non è una terapia in grado di rallentare la progressione della patologia.
Consultate il vostro medico oculista per ricevere eventuali indicazioni terapeutiche, tra cui la possibilità di effettuare un cross-linking (trattamento finalizzato ad arrestare la progressione del cheratocono).

 

Applicazione delle lenti per cheratocono

In presenza di cornea irregolare è necessario valutare una serie di dati clinici prima di scegliere la tipologia di lente a contatto da applicare. L’esperto di lenti a contatto potrà illustrare al paziente i dettagli dell’iter applicativo soltanto dopo averlo visitato.

Dal momento che le cornee patologiche sono caratterizzate da tessuti particolarmente fragili, è fortemente consigliato affidarsi a un esperto di contattologia specialistica che sia in grado di cogestire ogni singolo caso insieme al medico oculista di riferimento.

In caso di cheratocono il professionista potrà scegliere tra le seguenti tipologie di lenti a contatto:

  • Lenti rigide gas permeabili
    Lenti corneali con geometria specifica per cheratocono
    Lenti sclerali (mini-sclerali e sclerali a grande diametro)
  • Lenti ibride
  • Lenti morbide spessorate
  • Sistema di lenti Piggy-back

ORTOCHERATOLOGIA NOTTURNA

Lenti per ortocheratologia notturna

L’ortocheratologia prevede l’utilizzo di particolari lenti rigide gas permeabili che vanno indossate durante le ore di sonno per poi essere rimosse al mattino. In questo modo durante le ore di veglia non si ha l’esigenza di indossare nessun dispositivo come occhiali e lenti a contatto.
Questa tecnica permette di cambiare reversibilmente la propria condizione refrattiva grazie a una temporanea modifica che coinvolge la forma della superficie corneale. Si utilizza soprattutto nel caso di miopie di lieve o di media entità.

Adottando particolari accorgimenti nella progettazione di queste lenti notturne, è possibile anche rallentare la progressione miopica nei bambini che hanno raggiunto l’età scolare.

Prima di  applicare queste lenti a contatto è tuttavia importante un controllo approfondito del medico oculista, a completa tutela della salute oculare del paziente.

LENTI A CONTATTO PER IL CONTROLLO DELLA PROGRESSIONE MIOPICA

Le lenti per il controllo della progressione miopica

Se durante la visita oculistica sentiamo parlare di miopia pensiamo subito alla visione sfocata da lontano e agli occhiali che servono per tornare a vedere i dettagli del mondo che ci circonda.

Difficilmente capiterebbe di pensare però che la miopia sia di fatto un argomento di grandissimo interesse dal punto di vista scientifico. In tutto il mondo la percentuale di miopi sta infatti inesorabilmente aumentando anno dopo anno. Questo ha indotto la comunità scientifica a chiedersi quali effetti questo forte aumento potrà avere sulla salute pubblica in futuro.

Perché la miopia, in alcuni casi, può rappresentare motivo di preoccupazione?

Esiste una stretta correlazione tra l’entità della miopia e la lunghezza del bulbo oculare: più il bulbo oculare si allunga in maniera incontrollata durante la fase di sviluppo più diventiamo miopi.

Alcuni tessuti posti all’interno del nostro occhio, come la retina, sono estremamente delicati e l’allungamento eccessivo del bulbo oculare, che si osserva soprattutto nelle miopie elevate, può comprometterne il corretto funzionamento se non addirittura l’integrità, rendendo più alto il rischio che si sviluppino delle vere e proprie condizioni patologiche potenzialmente pericolose per la vista del paziente.

Esistono degli strumenti ottici per provare ad arginare il problema?

La miopia è un difetto refrattivo di natura multifattoriale che tende a progredire nel corso dell’età dello sviluppo. Se non per fattori legati all’ereditarietà di questo difetto refrattivo, è molto difficile riuscire a predire se un determinato bambino diventerà miope, così come è difficile sapere quanto questa miopia progredirà nel tempo. Nel corso degli ultimi anni molti ricercatori hanno studiato con grande attenzione i fattori di rischio per l’insorgenza della miopia e hanno cercato metodi per stimare l’entità della sua progressione.

Proprio grazie agli studi scientifici sappiamo che non è possibile impedire l’insorgenza della miopia così come non è possibile arrestare totalmente la progressione di una miopia già conclamata. Le recenti scoperte ci dicono anche però che, già a partire dai 5-6 anni di età, è possibile fare una stima che riguarda il rischio di una rapida progressione. Non solo, sappiamo anche che è possibile provare a rallentare il corso della progressione miopica attraverso strumenti ottici all’avanguardia come particolari lenti oftalmiche e lenti a contatto.

Per quanto riguarda le lenti a contatto è possibile scegliere tra due opzioni:

 

  • Lenti a contatto morbide per il rallentamento della progressione miopica
  • Ortocheratologia notturna

LENTI A CONTATTO MORBIDE

Come sono le lenti morbide

Le lenti a contatto morbide vengono chiamate così perché sono costituite da polimeri che le rendono estremamente flessibili, serve infatti pochissima forza per indurre una deformazione elastica: appoggiando una lente a contatto morbida sul polpastrello del dito indice risulta evidente come questa si deformi anche già soltanto a causa della forza di gravità.

Questa elevata flessibilità rende le lenti morbide facili da adattare su un grande numero di portatori, ma esistono diversi parametri che possono essere modificati (come, ad esempio, il raggio di curvatura e il diametro) per riuscire a soddisfare le esigenze di chi possiede caratteristiche anatomiche meno comuni.

 

Applicazione delle lenti a contatto morbide

I pazienti apprezzano le lenti morbide soprattutto per la qualità della visione e per il comfort. Tuttavia esiste una questione di grandissima importanza, che molti portatori tendono a non tenere in considerazione: anche le lenti a contatto morbide, come qualsiasi altro tipo di lente a contatto, sono dispositivi medici di tipo invasivo. La scelta dei parametri e del materiale deve essere valutata attentamente da un professionista esperto in questo campo, in maniera tale da rispettare il più possibile la fisiologia delle cellule che compongono la superficie oculare.

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